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immagine grafica con la scritta "VIA - Valutazione Impatto Ambientale" e un'impronta di una mano composta da foglie

Valutazione di Impatto Ambientale (VIA)

La Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) è un procedimento regolamentato a livello legislativo, utilizzato per prevedere gli effetti ambientali che un progetto potrebbe avere prima che questo sia avviato. È obbligatoria per determinati tipi di progetti e il suo risultato può portare all’approvazione, alla modifica o al rifiuto del progetto proposto. Si tratta quindi di una delle valutazioni e autorizzazioni ambientali molto importante che permette di identificare e valutare in anticipo gli impatti negativi che un progetto potrebbe avere sull’ambiente e aiuta a garantire che i progetti rispettino le leggi e le normative ambientali vigenti. Questo riduce il rischio di sanzioni legali e migliora la reputazione delle aziende coinvolte.

Ma cosa si intende specificatamente per Valutazione di Impatto Ambientale? Quando deve essere fatta? Quali sono le attività soggette a questo obbligo? Chi deve redigerla?

Analisiambientale.it vanta anni di esperienza in tutto ciò che concerne l’analisi delle matrici ambientali e la consulenza per le diverse valutazioni previste dalla normativa. Offriamo guide dettagliate per facilitarti nel ricevere queste valutazioni in modo semplice e rapido, ma anche per promuovere la realizzazione di progetti sostenibili. Crediamo fermamente che sia un dovere morale vitale, data la nostra responsabilità verso il pianeta che abitiamo. Se al termine di questo articolo dovessi sentire il bisogno di una consulenza specializzata o avessi ulteriori domande, non esitare a contattarci. I nostri esperti e consulenti sono pronti a fornirti tutte le informazioni di cui necessiti e aiutarti ad ottenere le autorizzazioni ambientali previste dalle normative, tra cui VIA, VAS E AIA.

Cosa vuol dire Valutazione di Impatto Ambientale?

una lampadina con una pianta al suo interno, tenuta da due mani che aggiungono terra e acqua, simbolizzando la sostenibilità ambientale e le pratiche ecologiche che la VIA mira a promuovere.La Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) è un processo o uno strumento che serve per analizzare e prevedere gli effetti ambientali di un progetto prima della sua realizzazione ed è utilizzata per assicurarsi che le decisioni di sviluppo considerino la protezione dell’ambiente, minimizzando gli impatti negativi su natura e comunità. In parole più semplici, è come un grande controllo preventivo che si fa prima di iniziare qualsiasi grande progetto, come la costruzione di una strada, di un ponte, di una fabbrica o di una diga.

L’obiettivo è capire come questi progetti potrebbero influenzare l’ambiente circostante, per esempio, come potrebbero inquinare l’aria, alterare i corsi d’acqua, cambiare l’aspetto del paesaggio o nuocere alla salute pubblica.

Il processo include l’identificazione, la predizione, la valutazione e la mitigazione degli impatti ambientali, e prevede la partecipazione del pubblico per garantire trasparenza e inclusività nelle decisioni.

La valutazione di impatto ambientale garantisce che le attività umane siano compatibili con i principi dello sviluppo sostenibile. I principali elementi che vengono considerati sono:

  • Impatti su uomini, fauna e flora: si valuta come un progetto possa influenzare la salute e il benessere delle persone, così come gli animali e le piante che potrebbero essere colpiti dalle modifiche all’ambiente naturale.
  • Impatti su suolo, acqua, aria e clima: si analizza come il progetto possa alterare la qualità del suolo, le risorse idriche, la purezza dell’aria e le condizioni climatiche locali. Questo include l’effetto sulle emissioni di gas serra e l’adattamento ai cambiamenti climatici.
  • Impatti su beni materiali e patrimonio culturale: si considera come le costruzioni e altre attività del progetto possano danneggiare o modificare beni materiali e siti di valore storico o culturale.

La VIA non si limita a considerare questi fattori separatamente, ma esamina anche le interazioni tra di essi.

La direttiva VIA valutazione di impatto ambientale

Per quanto riguarda le norme in materia ambientale, il provvedimento di VIA è stato introdotto in Europa dalla Direttiva del Consiglio della Comunità Europea n. 85/337/CEE del 1985. Successivamente, questa direttiva è stata modificata e integrata dalla Direttiva CEE 97/11 del 1997, che ha ampliato i suoi requisiti e ha migliorato le procedure per la valutazione. In Italia, la disciplina per la procedura di valutazione di impatto ambientale si basa principalmente sulle norme europee ed è inclusa nella parte seconda del D.lgs 152 del 2006, noto come “Codice dell’ambiente“. Questa normativa ha subito diverse modifiche nel corso del tempo e, in particolare, il decreto legislativo del 16 giugno 2017 n. 104 ha introdotto una riforma complessiva della procedura di VIA, aggiornando e migliorando le pratiche e i criteri di valutazione degli impatti ambientali dei progetti, per assicurare una migliore protezione dell’ambiente e un processo decisionale più efficace e trasparente. Questo ha reso il processo più attento alle esigenze attuali di conservazione dell’ambiente e più allineato con le direttive europee più recenti.

Procedura di Valutazione di Impatto Ambientale

La procedura della Valutazione di Impatto Ambientale è un processo strutturato che segue diverse fasi chiave, ognuna delle quali ha uno scopo specifico per assicurare che un progetto sia valutato adeguatamente in relazione ai suoi potenziali impatti ambientali: Le fasi principali sono:

  1. Screening
  2. Scoping
  3. Presentazione e Pubblicazione del Progetto
  4. Svolgimento delle consultazioni ed esito
  5. Fase decisionale
  6. Monitoraggio ambientale

Ogni fase è supervisionata da un’autorità ambientale competente, che può variare a seconda della natura e della localizzazione del progetto. Questa autorità è responsabile di garantire che la procedura sia condotta in modo trasparente e conforme alle normative. La VIA richiede la collaborazione di esperti di vari campi, come ecologi, sociologi, ingegneri e urbanisti, per analizzare gli impatti del progetto da molteplici prospettive. Inoltre, è iterativa, ciò significa che, basandosi sui risultati delle consultazioni pubbliche e delle valutazioni tecniche, i progetti possono essere modificati per ridurre gli impatti negativi.

Uno degli aspetti più significativi della VIA è l’integrazione del pubblico e delle parti interessate nel processo decisionale. Ciò assicura che le preoccupazioni della comunità e delle organizzazioni non governative (ONG) siano prese in considerazione, incrementando la legittimità e l’accettazione sociale del progetto. Le informazioni riguardanti il progetto proposto e i relativi studi di impatto ambientale sono resi pubblici tramite la pubblicazione di documenti e rapporti su siti web accessibili o la distribuzione di materiali informativi presso luoghi pubblici come biblioteche o uffici comunali. L’obiettivo è assicurare che il pubblico sia pienamente informato riguardo alla natura del progetto e agli impatti ambientali potenziali.

Dopo la divulgazione delle informazioni, viene spesso organizzata una fase di consultazione pubblica. Durante questo periodo, individui, gruppi comunitari, organizzazioni non governative e altri stakeholder hanno la possibilità di esprimere opinioni, preoccupazioni e suggerimenti sul progetto. Queste consultazioni possono avvenire sotto forma di incontri pubblici, audizioni o attraverso piattaforme online dove è possibile inviare commenti. Le autorità competenti e i responsabili del progetto devono considerare i feedback ricevuti durante la consultazione pubblica. In molti casi, sono obbligati a fornire risposte formali alle questioni sollevate dal pubblico, mostrando come queste verranno gestite o spiegando le decisioni prese in merito.

Le opinioni e i commenti raccolti durante il coinvolgimento pubblico possono influenzare direttamente il processo decisionale. Le autorità possono richiedere modifiche al progetto per mitigare gli impatti negativi o, in alcuni casi, possono decidere di non procedere con il progetto se le preoccupazioni ambientali o sociali sono troppo grandi.

Secondo quanto definito dall’Articolo 5, comma 1, lettera b) del Decreto Legislativo n. 152 del 2006, del Codice dell’Ambiente, il procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) include le seguenti fasi:

L’elaborazione e la presentazione dello studio d’impatto ambientale da parte del proponente; lo svolgimento delle consultazioni; la valutazione dello studio d’impatto ambientale, delle eventuali informazioni supplementari fornite dal proponente e degli esiti delle consultazioni; l’adozione del provvedimento di VIA che valuta gli impatti ambientali del progetto; e l’integrazione del provvedimento di VIA nel provvedimento di approvazione e autorizzazione del progetto.

Analizziamo ora due fasi in particolare del procedimento di VIA secondo la normativa italiana.

Verifica di assoggettabilità alla VIA o Screening

La Verifica di assoggettabilità a VIA o Screening è la fase preliminare del processo. Durante questa fase, viene determinato se un progetto specifico richiede la valutazione dell’impatto ambientale. L’obiettivo dello screening è stabilire se un progetto potrebbe avere effetti significativi sull’ambiente e se rientra tra quelli per cui la normativa prevede obbligatoriamente una VIA.

Ecco come funziona il processo di screening:

  1. Analisi del progetto: Si esamina la natura, la dimensione, la localizzazione e le potenziali interazioni del progetto con l’ambiente circostante.
  2. Criteri normativi: Si utilizzano criteri specifici previsti dalla legislazione per decidere se un progetto deve essere sottoposto a VIA. Questi criteri possono includere, ad esempio, le soglie di dimensione o capacità del progetto, la vicinanza a aree protette o la sensibilità dell’ambiente locale.
  3. Decisione: Se dalla verifica emerge che il progetto potrebbe avere effetti ambientali significativi, si procederà con una valutazione completa (VIA). Se invece si ritiene che gli impatti ambientali siano minori o gestibili senza una VIA completa, il progetto può essere esentato da ulteriori valutazioni.

Per avviare la procedura di verifica di assoggettabilità il proponente del progetto deve inviare una richiesta alla Direzione VIA (DVA) utilizzando un modulo specifico che si trova nel Portale delle Valutazioni Ambientali. Con questa richiesta, deve essere allegata documentazione in formato digitale, come uno studio preliminare ambientale e le dichiarazioni di valore delle opere. Inoltre, è necessario includere la prova del pagamento del contributo previsto dalla legge. Dopo la ricezione dell’istanza, la DVA controlla che la documentazione sia completa e conforme alle normative. Questo controllo amministrativo si svolge generalmente entro 10 giorni e serve a verificare che tutto sia in ordine per procedere con la valutazione.

Una volta che l’istanza è considerata procedibile, lo studio ambientale preliminare e gli altri documenti tecnici sono pubblicati sul Portale delle Valutazioni Ambientali. Durante questa fase, il proponente può richiedere anche che certe informazioni non siano pubblicate per proteggere segreti commerciali o industriali. Contemporaneamente, la DVA informa via PEC tutte le amministrazioni ed enti territoriali interessati e avvia la fase di consultazione pubblica, durante la quale chiunque può presentare osservazioni. Dopo la fase di consultazione pubblica, la CTVA (Commissione Tecnica per la Valutazione di Impatto Ambientale) può richiedere chiarimenti o integrazioni alla documentazione presentata. Il proponente ha 45 giorni per rispondere a questa richiesta. Se necessario, può chiedere una proroga di massimo 90 giorni.

Basandosi sui documenti e sulle osservazioni raccolte, la CTVA valuta se il progetto ha impatti ambientali significativi e negativi, se necessita di una VIA completa o se può procedere senza ulteriori valutazioni. La decisione finale viene pubblicata sul Portale delle Valutazioni Ambientali. Se il progetto non deve essere soggetto a VIA, il provvedimento può includere specifiche condizioni ambientali che il proponente deve comunque rispettare.

Per maggiori informazioni puoi fare riferimento alla sezione Indicazioni operative per la procedura di Verifica di assoggettabilità alla VIA del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Studio dell’impatto ambientale o Scoping

Nella seconda fase della procedura si definisce l’ambito e la profondità dello studio di impatto ambientale. Si stabiliscono quali impatti dovranno essere valutati e quali metodi saranno utilizzati per la valutazione. Il committente del progetto e l’autorità competente collaborano per definire quali saranno i principali impatti ambientali del progetto e le informazioni essenziali necessarie per una valutazione accurata. Questo aiuta a concentrare l’analisi sugli aspetti più critici del progetto, assicurando che tutti gli impatti rilevanti siano adeguatamente studiati.

Durante questa fase, si valuta quali dati e analisi sono indispensabili per l’autorità competente per valutare adeguatamente il progetto. Questo include la definizione di quali studi ambientali debbano essere condotti e quali dati siano necessari per supportare la valutazione. Grazie a questa fase si riduce anche la probabilità che l’autorità competente richieda ulteriori informazioni una volta presentata la relazione ambientale, perché le necessità informative sono state chiarite anticipatamente.

Nel 2017, la Commissione Europea ha pubblicato una guida allo scoping che fornisce indicazioni dettagliate su come condurre efficacemente questa fase della procedura.

Le fasi del processo di scoping o studio dell’impatto ambientale sono suddivise in quattro step principali:

1) Inizio dello Scoping: il processo di scoping può essere avviato volontariamente su richiesta del proponente del progetto. Tuttavia, in alcuni casi, la normativa può richiedere che sia condotto in modo obbligatorio.

2) Informazioni Necessarie:

  • Localizzazione: si deve considerare dove il progetto sarà situato e come la sua localizzazione può influenzare gli impatti ambientali.
  • Capacità Tecnica: si valutano le capacità tecniche del progetto, ossia quali tecnologie e metodi verranno utilizzati.
  • Impatto Probabile: si deve identificare e prevedere l’impatto ambientale che il progetto potrebbe avere.

3) Consultazione: sono coinvolte per la consultazione le autorità competenti a livello ambientale, locale e regionale ma anche altre parti interessante come organizzazioni non governative, associazioni di cittadini e il pubblico generale.

4) Risultati: i risultati dello scoping includono la documentazione degli effetti significativi del progetto sull’ambiente, l’analisi delle alternative al progetto e le misure proposte per mitigare gli impatti negativi. Vengono inoltre specificate le fonti dei dati utilizzati per la valutazione degli impatti ambientali. Infine, viene stabilito un piano di monitoraggio per osservare e controllare gli impatti del progetto sia durante che dopo la sua realizzazione.

Esempio di Valutazione Impatto Ambientale (VIA)

una professionista che esamina dei progetti con turbine eoliche sullo sfondo, esempio di un progetto sottoposto a VIAImmagina che una società energetica voglia costruire un impianto eolico in una zona rurale. L’impianto sarà composto da 10 turbine eoliche, ognuna con una capacità di 2 megawatt (MW). L’obiettivo del progetto è produrre energia pulita e rinnovabile, contribuendo alla riduzione delle emissioni di CO2 e sostenendo gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Prima di iniziare, la società deve naturalmente assicurarsi che il progetto sia conforme a tutte le normative ambientali italiane ed europee. Questo include il Decreto Legislativo n. 152 del 2006 e altre leggi pertinenti. Inoltre, deve ottenere le necessarie autorizzazioni da tutte le autorità competenti.

Successivamente, è importante descrivere cosa il progetto mira a realizzare e perché è necessario. Questo include i dettagli sul bisogno di energia rinnovabile e come il progetto contribuirà a soddisfare questa necessità. Successivamente, bisogna spiegare in dettaglio come verrà completato il progetto. Questo comprende tutte le fasi della costruzione e dell’operatività, nonché le possibili alternative al progetto proposto. È utile considerare diverse opzioni per vedere quale soluzione sia la migliore in termini di impatti ambientali.

Il terzo passo consiste nel descrivere come l’ambiente sarà influenzato dai lavori. Questo include:

  • Qualità dell’aria: Come le attività di costruzione influenzeranno l’aria.
  • Uso del suolo: Come il terreno sarà utilizzato e modificato.
  • Salute umana e sicurezza: Quali potrebbero essere le preoccupazioni per la salute e la sicurezza degli abitanti, così come gli effetti su piante e animali selvatici.

Per ogni impatto identificato, vengono proposte misure di mitigazione.

Il passaggio fondamentale nella valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti è il coinvolgimento della comunità: sarà necessario spiegare i potenziali rischi del progetto agli abitanti e alle amministrazioni locali e come ridurre questi rischi. La comunità dovrà essere informata su:

  • I pericoli potenziali del progetto: come ad esempio i rischi per la salute e l’ambiente.
  • Misure di mitigazione: le azioni che verranno intraprese per ridurre al minimo gli impatti negativi.

Dopo aver documentato tutto in una relazione chiara e strutturata, la relazione VIA si conclude con una sintesi degli impatti identificati e delle misure di mitigazione proposte, con una valutazione complessiva sull’accettabilità ambientale del progetto. Se il progetto è ritenuto accettabile, si raccomanderà l’approvazione con le condizioni necessarie per minimizzare gli eventuali impatti negativi.

Quando la VIA è obbligatoria?

un'area industriale, utilizzata per illustrare un contesto in cui è necessaria una valutazione di impatto ambientaleLa Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) è obbligatoria per tutti i progetti considerati potenzialmente capaci di avere impatti significativi sull’ambiente. Tra questi progetti rientrano le grandi infrastrutture come autostrade, strade principali, ferrovie, aeroporti, porti marittimi e vie navigabili interne, così come gli impianti industriali e di estrazione mineraria.

Gli impianti energetici, come centrali termoelettriche e nucleari, impianti per l’energia eolica e solare su larga scala, impianti geotermici, oleodotti, gasdotti e linee elettriche ad alta tensione, richiedono anch’essi una VIA. Lo stesso vale per gli impianti di gestione dei rifiuti, comprese discariche, inceneritori e impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti pericolosi.

Anche le attività estrattive come miniere, cave, estrazione di petrolio e gas, e i progetti agricoli e forestali, che includono dighe, bacini idrici e progetti di bonifica di grandi estensioni, sono soggetti a questa valutazione. Infine, i progetti residenziali e di sviluppo urbano di larga scala, come le lottizzazioni residenziali, i centri commerciali e i parchi tematici, devono anch’essi essere sottoposti a valutazione d’impatto ambientale.

I progetti che devono sempre essere sottoposti a una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) sono elencati negli Allegati II e III della parte seconda del D.Lgs. 152/2006. Lo stesso vale per i progetti negli Allegati II-bis e IV della parte seconda del D.Lgs. 152/2006, ma solo se riguardano nuove opere in aree naturali protette.

Invece, i progetti che devono essere valutati preliminarmente per determinare se necessitano di una VIA completa sono:

  • Progetti elencati nell’Allegato II, Parte II del D.Lgs. 152/2006, che riguardano lo sviluppo o il collaudo di nuovi metodi o prodotti con una durata massima di due anni, valutati caso per caso.
  • Modifiche a opere già elencate negli Allegati II, II-bis, III e IV, se queste modifiche possono avere “effetti negativi e significativi sull’ambiente”.
  • Progetti elencati negli Allegati II-bis e IV, basati su criteri e soglie definiti dal decreto del Ministro dell’Ambiente del 30 marzo 2015.

Chi deve fare la Valutazione Ambientale VIA?

La Valutazione di Impatto Ambientale deve essere condotta necessariamente da soggetti competenti in materia ambientale, professionisti qualificati con competenze multidisciplinari.

Il team può includere esperti in scienze ambientali, ingegneri ambientali, geologi, urbanisti, esperti in acustica, sociologi e consulenti ambientali. Ogni professionista contribuisce con le proprie competenze specifiche per descrivere e valutare la compatibilità ambientale del progetto. Generalmente, gli esperti raccolgono e analizzano dati pertinenti, mentre il coordinatore, che corrisponde ad un consulente ambientale, gestisce la comunicazione con le autorità competenti e le parti interessate.

Se hai bisogno di una Valutazione di Impatto Ambientale, il nostro team di esperti è pronto a supportarti in tutte le fasi di procedura. Offriamo assistenza completa nell’ambito dei procedimenti di VIA, dallo screening iniziale al monitoraggio ambientale disponendo delle competenze e conoscenze approfondite delle normative ambientali vigenti. I nostri professionisti si assicurano sempre di seguire tutte le linee guida e requisiti necessari per garantire una valutazione accurata e completa, analizzano gli impatti ambientali di progetti e attività in vari settori, fornendo raccomandazioni su misure di mitigazione e di compensazione.

Inoltre, ci occupiamo anche di redigere report dettagliati sulla valutazione di impatto ambientale da presentare alle autorità competenti per garantire che il tuo progetto sia in conformità con le normative e che venga accolto senza complicazioni. Contattaci per ulteriori informazioni e per discutere le tue esigenze specifiche. Siamo qui per aiutarti a proteggere l’ambiente e a ottenere il successo del tuo progetto.

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